Ecomuseo del marmo di Frabosa | Meridiani di Gianni Boschis | Geologia e turismo

Ecomuseo del marmo di Frabosa


Le cave, le modalità estrattive ed i riflessi storici, architettonici e sociali di una della più importanti pietre ornamentali del Piemonte.
Le rocce di Frabosa da sempre hanno contraddistinto l’economia locale, con cave di pietra e marmo di notevole pregio cromatico e importanza, come testimonia il loro impiego nella Cappella della Sindone nel Duomo di Torino e nella Basilica di Superga. Già i Romani cominciarono lo sfruttamento industriale della valle Maudagna, con l’apertura a Frabosa Sottana di cave per l’estrazione del marmo bianco e con lo sfruttamento dei giacimenti minerari ferrosi.
L’Ecomuseo del marmo di Frabosa Soprana, che opera in sinergia con l’efficiente realtà delle Grotte di Bossea, ha l’obiettivo di riaprire come percorsi di visita gli antichi luoghi di cava da cui veniva estratto il marmo destinato alle costruzioni barocche del Piemonte.
L’accessibilità del sito, grazie alla sua prossimità a Torino, ha favorito la proposta ecomuseale che potrebbe divenire sede di “stage” specialistici sul restauro dei marmi antichi.
Il marmo di Frabosa è nero o grigio; all’ingresso del paese si incontra la cava del Serro, suggestivo anfiteatro calcareo scavato nei boschi di castagno, dove si svolgono le attività didattico-divulgativo-operative dell’Ecomuseo del Marmo.
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Dove

Frabosa Soprana(Cuneo)

Progetto

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