Sacra di San Michele. L’abbazia e la geologia | Meridiani di Gianni Boschis | Geologia e turismo

Sacra di San Michele. L’abbazia e la geologia


La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte, è nota soprattutto per il fascino architettonico e le sue vicende che attraversano 1000 anni di storia.
Pochi sanno invece della straordinaria storia naturale del suo paesaggio, raccolto attorno al Monte Pirchiriano, che copre milioni di anni, nel corso dei quali le montagne si sono sollevate da un oceano scomparso, sono state modellate dai ghiacciai e le rocce sono divenute le pietre da costruzione dell’abbazia.
La visita del monumento, già di per sé meta di un turismo culturale, si arricchisce così di un insolito interesse geologico svelato nel corso di un’escursione che comprende anche i resti dell’antica cava di provenienza delle pietre del monastero, l’osservazione delle tracce impresse dal ghiacciaio sulla roccia, la lettura geologica della Sacra, l’evoluzione del paesaggio in relazione alla flora ed all’uomo.
A condizione di muoversi senza troppo rumore sui sentieri della Sacra non è raro imbattersi nella sorprendente colonia di camosci del Pirchiriano, la più “bassa” di tutte le Alpi, a pochi chilometri da Torino.
Compendiati in un dossier a schede informative i principali aspetti di interesse scientifico e naturalistico della Sacra diventano l’occasione di un piccolo lavoro didattico da parte degli studenti.